
Strinse a sè il piccolo tesoro.a volte questa città è strana, non per forza in modo negativo.
spesso cammini senza una meta, riapri un attimo gli occhi, ricoleghi la mente e lo sguardo si perde davanti a qualcosa di fantastico, che mai avevi visto prima. un brivido ti percorre e d'improvviso ti senti qualcuno, un piccolo esploratore che ha appena portato alla luce un tesoro sepolto. non importa quante siano le persone ferme accanto a te, con la stessa espressione trionfante ed attonita. quello è il tuo momento di spaesamento, la tua grande conquista.
a volte sembra di sentirne il sangue fluire...
denso, ne senti la presenza, l'odore ferroso, il rumore ovattato del suo tocco con l'asfalto.
a volte riesci addirittura a vederlo ed ancora una volta lo sguardo si apre, gli occhi si sgranano, la comprensione si perde. perchè le vene non pulsano: si intrecciano immobili in una fitta rete attraversata da esserini che credono di essere importanti, si riunicono in centri isolati, si ammassano agli angoli. ma alla fine è solo una città e tutto ciò che di vivo esiste non dovrebbe far parte del suo dna.
ed invece ti trovi di notte a viaggiare in un quartiere famoso che tu non conosci. strade che per altri sono casa e per te sono il nulla. le guardi come se fossero un quadro esposto in una galleria all'aperto. non ti sembrano dei grandi capolavori, eppure sono li. altri ti sembrano degli angoli abbandonati di incomparabile bellezza. fissi tutto senza mettere a fuoco nulla, e quando la mente si disconnette e diviene appannata come la vista, ti accorgi di essere circondada da miele. il sangue di questa città è una sottile coltre di luce ambrata, che avvolge tutto e si nasconde.corri in macchina senza meta e davanti a te un obelisco ti si avvicina a velocità impressionanti. sembra un fossile rinchiuso nella resina della notte. è sempre stato li, eppure perchè sembra così diverso? tutto è sepolto sotto le stesse sfumature. nella mentre si forma indistinto il contrasto con il mondo a cui sei stato abituato: costruzioni pià o meno austere rese piatte da una fredda luce bianca, che rende gli incubi visibili ad ogni ora della notte, che rende gli intagli solo delle sporgenze ben proporzionate, che rende le leggende solo delle superstizioni.
il sangue di questa città è miele... ecco perchè è così denso, così dolce, così silenzioso quando incontra degli ostacoli. ma ancora non mi spiego quel familiare odore di ferro.
"E se non lo fossi, parlerei qui con te?"